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Nella letteratura degli ultimi dieci anni, vi è un numero considerevole di studi condotti al fine di valutare le migliori alternative terapeutiche che permettano di conservare la fertilità in pazienti affette da neoplasie. Per rispondere a questa richiesta è necessario considerare la necessità di curare la paziente, preservare la sua fertilità, fornire informazioni non solamente sugli effetti della neoplasia e dei trattamenti sulla gravidanza, ma anche della gravidanza sulla neoplasia. Le pazienti devono essere informate sulle possibili alternative terapeutiche che abbiano lo scopo di essere meno aggressive nei confronti della fertilità residua ma, nel contempo, garantiscano analoghi risultati in termini di guarigione e sopravvivenza.
Da anni il nostro gruppo di lavoro ha affrontato il problema della fertilità e tumori sottolineando l’importanza di dare una risposta al quesito del managment della gravidanza in pazienti in precedenza trattate per neoplasie e del limite delle terapie conservative per tumori iniziali dell’apparato genitale, al fine di conservare le possibilità riproduttive. Tuttavia, a tuttoggi conosciamo molto poco relativamente a quanto succede nella nostra popolazione in termini di ricerca di gravidanza, parti, aborti spontanei o volontari in un lungo periodo di osservazione dopo il trattamento per neoplasia.
In particolare, riteniamo sia oggi impellente per i Ginecologi, i Ginecologi Oncologi, i Ginecologi della Riproduzione assumere una posizione consapevole nei confronti delle possibili applicazione delle metodiche di procreazione medicalmente assistita alle pazienti sottoposte a trattamenti per neoplasie ginecologiche e non ginecologiche.
Da questa esigenza è nata l'idea di riunire in questo incontro gli specialisti delle diverse discipline che necessariamente si troveranno sempre maggiormente coinvolti in questo affascinante progetto di genitorialità.
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