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Lo scompenso cardiaco è una malattia ad elevata prevalenza, pari al 1,5-2% nella popolazione occidentale. Nonostante nell’ultimo decennio i progressi scientifici nella cura di questa malattia degenerativa attraverso la terapia farmacologica con Betabloccanti e ACE-Inibitori abbia portato a importanti risultati, mortalità e morbilità rimangono elevate. I dati epidemiologici indicano una mortalità a 5 anni pari al 50%, mentre l’analisi dei dati di ricoveri ospedalieri relativi all’anno 2003 nel nostro Paese indicano il DRG (Diagnosis Related Groups) 127 (insufficienza cardiaca e shock) come prima causa di ricovero dopo il parto naturale, con il primato assoluto nell’assorbimento di risorse per l’assistenza ospedaliera.
Le recenti evidenze scientifiche degli studi Madit II, SCD-HeFT, Companion e Care-HF hanno messo in chiara evidenza il ruolo che la terapia con i dispositivi impiantabili (ICD o CRT) può avere nel ridurre la mortalità per selezionati pazienti con Scompenso Cardiaco Cronico e trattamento farmacologico ottimizzato, oltre ad un significativo miglioramento della Qualità di Vita, con conseguente riduzione delle ospedalizzazioni per episodi di Scompenso Cardiaco Acuto.
Queste evidenze hanno portato, nei recenti aggiornamenti delle linee guida ACC/AHA ed ESC sulla diagnosi ed il trattamento dello Scompenso Cardiaco, a indicare sia la terapia CRT che ICD in Classe I, Livello di Evidenza A per pazienti selezionati. La comunità cardiologica italiana ha anch’essa preso atto delle evidenze scientifiche attraverso le recenti linee guida AIAC all’impianto di pacemaker, CRT e ICD.
L’adozione delle terapia elettrica nello Scompenso Cardiaco Cronico è oggi ancora limitata, sia perchè le linee guida sopra citate sono di recente pubblicazione, sia perchè l’integrazione della terapia elettrica nel percorso terapeutico del paziente, spesso complesso e variegato, comporta il coinvolgimento di più figure professionali, sia specialistiche ospedaliere (più frequentemente di estrazione cardiologica o internistica) che di medicina extraospedaliera (quali cardiologi ambulatoriali). L’importanza del coinvolgimento attivo di tutte le figure professionali coinvolte nell’assistenza del paziente affetto da Scompenso Cardiaco Cronico è stata inoltre recentemente oggetto della Consensus Conference promossa da ANMCO e dalle Società Scientifiche delle figure professionali coinvolte nell’assistenza del paziente con Scompenso Cardiaco dal titolo “Il percorso assistenziale del paziente con scompenso cardiaco”.
E’ importante quindi far comprendere ai differenti professionisti che si prendono giornalmente cura di questa multitudine di pazienti quale sia il ruolo attuale della terapia elettrica e come questa possa contribuire al miglioramento della prognosi e della gestione di tutto il quadro patologico attraverso la peculiarità propria di un presidio impiantabile, presente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in costante monitoraggio del paziente stesso. E’ altresì necessario approfondire le metodiche di screening dei pazienti candidabili alle terapie elettriche (CRT ed ICD) e capire come eseguire un corretto inquadramento clinico ed una valutazione pre-impianto accurata.
I dispositivi di ultima generazione presentano inoltre nuove possibilità di gestione del paziente con scompenso cardiaco cronico (diagnostiche e telemedicina).
Lo specialista moderno è ormai sempre un decision-maker perciò si ritiene utile presentare un’ analisi costi/benefici della terapia elettrica per fornire tutti gli strumenti necessari as una gestione corretta del paziente con scompenso cardiaco.
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